La signora ministra dalla lacrima (di coccodrillo) facile Fornero ha deciso di avviare le audizioni delle parti sociali per verificare quanto siano disponibili a demolire quel che resta dei diritti dei lavoratori, quindi dei cittadini di un paese che fonda nella costituzione il suo tratto di civiltà affermando d’essere un repubblica fondata sul lavoro, non l’impresa, il mercato od il soviet ma su questo elemento di progresso delle condizioni morali e materiali di una società . Ha così coniato con Monti-3, (ogni tanto scappa per andare a Bruxells per chiedere che la BCE non molli perchè gli serviremo altre succulente pietanze) il temine audizioni, non concertazione, non dialogo sociale, ma audizioni bilaterali, anche un pò asimmetriche: prima la CGIL, poi CISL e UIL e Confindustria prefigurando con chiarezza quali istanze vanno isolate e quali raccolte per confezionare il nuovo Contratto di Lavoro made in Ichino. Per come si prefigura alla prima sembra una rivoluzione: Contratto a Tempo Indeterminato Unico, davvero rivoluzionario nel paese del supermarket della flessibilità vera con i suoi 46 tipi di rapporto di lavoro, altro che la balle della rigidità. Il prezzo da pagare se vogliamo l’estinzione legislativa della giungla di regole in cui quelle vere sono quelle imposte da chi ti assume, è solo quello dell’antiquato articolo 18 dello Statuto dei Lavoratori, naturalmente sostituito con un comodo indennizzo per toglire il disturbo della coscienza. Il progetto consentirà alle nostrane forze imprenditoriali, quelle che investono in ricerca e sviluppo meno della Corea del Sud, di disporre finalmente della flessibilità in uscita che tanto chiedevano, quasi che non esistano le condizioni legislative per licenziare, solo sono troppo garantiste per i lavoratori, quindi meglio innovare, flessibilizzare, licenziare dall’oggi al domani senza dover giustificare ad una collettività la giusta causa od il giustificato motivo. Questo è quello che impedisce al nostro sitema economico di progredire, di crescere, ci raccontano loro mentendo, non la scarsa scolarizzazione, non gli investimenti pubblici privati che latitano, non la mancanza di una politica industriale degna di questo nome, non l’assenza di sostegno alla ricerca universitaria. No, tutte queste storture saranno ancora accantonate per tentare di colpire i privilegi della casta dei lavoratori dipendenti, daltronde i notai, gli avvocati, i medici, i farmacisti, i periti ecc sono già così tanto penalizzati dalla crisi.
Rivoltiamo le priorità, noi non dobbiamo pagare ancora
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